Basilea III: nuove regole per il sistema finanziario

Nonostante la situazione dei mercati finanziari tenda a riprendersi, gli esperti parlano di una potenziale ricaduta dell’economia internazionale.

Proprio in questo contesto, si inseriscono le nuove regole per il settore finanziario, introdotte in base alla Credit requirements directive, ossia Basilea III.

Nel contesto internazionale, soprattutto le Pmi vogliono più chiarezza e maggiori proposte in quanto su di loro ricadono le scelte dell’offerta di credito.

Le Pmi, propongono, dunque, correttivi al fine di scongiurare, almeno nel periodo transitorio verso l’attuazione di Basilea III, la diminuzione degli impieghi: esplicitando, si teme che le regole verso la stabilizzazione bancaria e finanziaria diventino un credit crunch nei confronti appunto delle Pmi.

La proposta della piccole e medie imprese è quella di creare uno scenario internazionale basato sulla collaborazione tra le banche, le associazioni di impresa e i consorzi fidi al fine di meglio valutare il sistema creditizio delle imprese: in vero, si opta per la creazione di criteri rigidi di valutazione ma che facciano riferimento alle situazione reali.

Sotto questo punto di vista, il settore creditizio ha proposto una misura atta ad evitare il rovesciamento della voluta stabilizzazione finanziaria sulle piccole e medie imprese: infatti si vuole l’introduzione di metodi di applicazione delle norme di capital ratios meno restrittivi nel caso di proposta finanziaria destinata alle Pmi.

Si è parlato, in vero, di un cd balancing factor, un correttivo equilibrante che dovrebbe modificare la valutazione degli attivi ponderati rispetto all’esposizione verso le piccole e medie imprese: così si compenserebbe il peso del costo di finanziamento provocato dalla revisione dei coefficienti patrimoniali e si garantirebbe il credito anche alle imprese piccole e medie.

In realtà quanto sopra nasce dalla valutazione dell’impatto delle regole di Basilea III sul settore imprenditoriale.

Le regole di Basilea III si dividono in due parti:

  • Nella prima si analizza il rafforzamento dei requisiti patrimoniali;
  • Nella seconda parte si analizza la possibilità, da parte delle banche, di tenere un cuscinetto di conservazione del patrimonio utilizzato per contenere le perdite. In aggiunta, si propone anche la presenza di un cuscinetto anticiclico, operante solo in caso di crescita del credito eccessiva, che dovrebbe assorbire interamente le perdite potenziali.

L’applicazione delle regole di Basilea III inizierà il 1° gennaio 2013 fino a giungere alla sua completa esplicitazione il 1° gennaio 2019.

La normativa così introdotta tende a riformulare il capitale bancario verso la qualità dei prodotti: i coefficienti sopra presentati, limiteranno l’assunzione dei rischi da parte degli istituti bancari ma aumenteranno la valutazione da parte delle autorità nazionali di vigilanza e da parte delle autorità sovranazionali europee.

In linea generale, con le nuove regole rimane invariato il requisito minimo per il patrimonio totale all’8% relativamente alle attività ponderate per il rischio ma mutano quelli del common equity e del Tier one: si prevede, infatti, che le banche aumentino il capitale di alta qualità, che abbiano un patrimonio con strumenti di qualità che passano dal 4% al 6% e che, si crei un cuscinetto aggiuntivo del 2,5%, cd buffer.

Sonia Cascarano

5 ottobre 2011

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