Cassazione: ritenute operate ma non versate, stop alla solidarietà tributaria

Il sostituito può stare tranquillo…Dichiarazione dei Redditi | Commercialista Telematico

I lavoratori autonomi non potranno d’ora in avanti ricevere la richiesta del Fisco della maggiore IRPEF dovuta relativamente alle ritenute IRPEF scomputate se il sostituto di imposta, che le ha trattenute, non ha effettuato il relativo versamento.

E’ questa la chiara indicazione che proviene dalla Corte di Cassazione, riunita a Sezioni Unite, con la sentenza depositata il 12 aprile scorso.

E’ stata dunque posta la parola fine agli orientamenti contrastanti della giurisprudenza, ed in particolare a quell’orientamento che riteneva il soggetto sostituito responsabile solidalmente con il sostituto per le ritenute operate e non versate. 

Questo orientamento, oramai completamente superato dall’ultima pronuncia, determinava una duplicazione del prelievo tributario in capo al professionista.

Le argomentazioni della Corte di Cassazione

Il caso affrontato dalle Sezioni Unite riguardava un lavoratore dipendente, ma il principio è logicamente applicabile anche alle ritenute IRPEF subite dai lavoratori autonomi.

La Suprema Corte ha fondato il proprio orientamento sulla base dell’art. 35 del D.P.R. n. 602/1973, Secondo quanto previsto letteralmente dalla disposizione citata la solidarietà tra sostituto e sostituito si verifica solo allorquando il sostituto d’imposta non opera la relativa ritenuta. In tal caso non sussiste alcun rischio di duplicazione del prelievo tributario.

Secondo il collegio giudicante il dovere di versamento della ritenuta costituisce un’obbligazione autonoma rispetto all’imposta che la legge ha posto a carico del sostituito in base all’articolo 23 del D.P.R. n. 600/1973. Il medesimo principio vale, come già detto, per le ritenute sui compensi di lavoro autonomo ex art. 25 del D.P.R. n. 600/1973.

A fronte di questo adempimento, corrisponde l’obbligo di rivalsa previsto dall’articolo 64 dello stesso D.P.R. n. 600/1973.

Le conseguenze della sentenza

In conseguenza di una sentenza così chiara e puntuale i locali Uffici non potranno più richiedere ai lavoratori autonomi la restituzione delle ritenute IRPEF subite, scomputate in sede di dichiarazione dei redditi, ma non versate dal sostituto di imposta.

L’unica ipotesi di responsabilità solidale tra il professionista ed il committente riguarda l’erogazione di compensi “in nero”.

In questo caso il sostituto di imposta non solo non versa, ma non opera alcuna ritenuta. Solo in questo caso trova applicazione il citato articolo 35 del D.P.R. n. 600/1973.

Deve poi ancora osservarsi, che la disposizione citata ha un ambito applicativo ancor più limitato in quanto in base ad un’interpretazione letterale la solidarietà tra sostituto e sostituito è circoscritta alla sostituzione a titolo di imposta.

La Corte di Cassazione estende, invece, la solidarietà anche alle ritenute che dovrebbero essere operate a titolo di acconto a condizione, però, che il sostituto ometta tale adempimento.

Ulteriori effetti: l’omesso rilascio della certificazione del sostituto di imposta

La pronuncia delle Sezioni Unite risolve, sia pure indirettamente, un ulteriore problema. In passato numerosi professionisti, che hanno subito la ritenuta a cura del sostituto, senza ricevere la relativa certificazione, hanno comunque scomputato il prelievo tributario in sede di dichiarazione dei redditi.

L’operazione è stata effettuata attestando autonomamente la ritenuta subita con il rilascio di una certificazione sostitutiva di atto notorio. Si tratta della procedura indicata dall’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 68/E del 2009. In tale ipotesi la certificazione sostitutiva di atto notorio costituisce una prova equivalente al certificato che avrebbe dovuto rilasciare il sostituto di imposta.

Oltre alla dichiarazione sostitutiva il lavoratore autonomo deve fornire la prova del prelievo subito esibendo una copia della fattura e della documentazione, proveniente da banche, o altri intermediari finanziari, idonea…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it