Criticità fiscali e proposte del Consiglio Nazionale dei Commercialisti

commercialisti-header-greyCon il presente documento il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili intende mettere in evidenza le principali criticità fiscali che, in particolar modo in questa prima parte del 2017, hanno caratterizzato gli adempimenti fiscali a carico dei contribuenti e dei commercialisti da loro incaricati.

Trattasi di un’elencazione soltanto parziale, certamente non esaustiva delle numerose criticità presenti nel nostro sistema fiscale, ma indicativa delle difficoltà che gli operatori devono oggi affrontare per adempiere correttamente ai propri obblighi.

In via preliminare, ci preme tuttavia sottolineare che la questione da risolvere che riteniamo prioritaria è una questione di metodo, prima ancora che di merito.

Il problema principale del nostro sistema fiscale è costituito, infatti, dal clima di permanente incertezza e di instabilità normativa che lo contraddistingue e che incide negativamente sulla competitività dell’intero sistema- Paese: aumenta, infatti, i costi gestionali per le imprese, scoraggia le imprese estere ad investire in Italia e spinge quelle italiane a delocalizzarsi all’estero (la Svizzera, ad esempio, continua a fare un forte marketing territoriale con effetti non indifferenti per le entrate tributarie).

Sotto l’angolo visuale dei Commercialisti, poi, l’incertezza e l’instabilità normativa è tale da rendere impossibile non solo l’individuazione del tax rate di operazioni non particolarmente complesse, ma anche la programmazione delle ordinarie attività di studio, in conseguenza dell’impatto immediato che solitamente hanno le predette modifiche normative, le quali invece, in un sistema più attento alle esigenze dei contribuenti, dovrebbero essere introdotte prevedendone una decorrenza differita, in modo da avere il tempo necessario per la predisposizione degli strumenti indispensabili (decreti attuativi, software di elaborazione e diagnostici, circolari interpretative e altri documenti di prassi) per il corretto adempimento degli obblighi fiscali connessi alle modifiche stesse (esemplificative, al riguardo, le modifiche recentemente apportate dal D.L. n. 50 del 2017 alle modalità di compensazione dei crediti tributari, allo split payment, alle modalità di calcolo degli acconti IRES, per non dire delle modifiche alla disciplina dell’ACE, in parte anticipate dalla legge di bilancio 2017, e alle modalità di determinazione del reddito di impresa per le società che adottano i nuovi principi contabili nazionali).

Al di là della più o meno rapida soluzione delle criticità di seguito evidenziate, quello che i commercialisti chiedono è quindi, prima di tutto, di poter svolgere il proprio lavoro con la dovuta diligenza professionale, con tempi congrui a disposizione, in un quadro di maggiore stabilità e certezza normativa. Per ottenere questo è necessario un deciso cambio di rotta nella “gestione” della “macchina” fiscale, il cui filo conduttore non può che essere il ripristino del pieno ed incondizionato rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente.

Ma ancor più importante, a nostro avviso, è che le Istituzioni competenti alla predetta “gestione” (Parlamento, MEF, Agenzia delle entrate e altri enti impositori) manifestino una maggiore propensione all’ascolto in via preventiva della nostra categoria sia nella fase della produzione normativa che in quella della sua implementazione operativa, non foss’altro per l’esperienza e la competenza che i commercialisti possono offrire in tale delicato settore.

La Professione dei Commercialisti, da tempo, ha portato all’attenzione delle Istituzioni le predette istanze, a cominciare da quelle relative alle semplificazioni degli adempimenti fiscali e alla ridefinizione del calendario delle scadenze.

Dopo anni di incontri, riunioni e Tavoli tecnici, i risultati conseguiti sono stati, purtroppo, al di sotto delle aspettative che, di volta in volta, le stesse Istituzioni avevano riposto in dette iniziative, a cominciare dall’obiettivo (ancora lungi dall’essere realizzato) di semplificare gli adempimenti fiscali e ridurre, di conseguenza, il costo degli stessi in modo significativo.

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