Anticorruzione e Trasparenza nelle società e negli enti pubblici

di Marco Castellani

Pubblicato il 6 luglio 2015

ll livello di estensione della normativa sull’anticorruzione e sulla trasparenza delle società pubbliche è sempre stato oggetto di diverse interpretazioni stante il quadro normativo complesso e non coordinato: un quadro riassuntivo

 

Il livello di estensione della normativa sull’anticorruzione e sulla trasparenza alle società pubbliche è sempre stato oggetto di diverse interpretazioni stante il quadro normativo complesso e non coordinato come ha recentemente ammesso la stessa ANAC con determinazione 8 del 17/06/2015.

Tuttavia con la stessa determinazione e relativo allegato è la stessa ANAC a mettere parola fine a qualsiasi dubbio.

In primis l’ANAC distingue tra:

  1. Società a controllo pubblico

  2. Società a controllo pubblico – in house providing

  3. Società a partecipazione pubblica non di controllo

Le società a controllo pubblico sono le società direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni pubbliche, individuate ai sensi dell’art. 2359, co. 1, numeri 1 e 2, del codice civile. Le società a controllo pubblico – in house providing oltre ad avere le caratteristiche delle società a controllo pubblico soddisfano i requisiti previsti dall’ordinamento europeo per beneficiare di affidamenti diretti da parte dei soci pubblici. Si ricorda che per la Sentenza Corte Costituzionale n. 43/2013 tali società non sono altro che la longa manus della p.a. tanto che la recente evoluzione della Corte di Cassazione ha esteso su di esse la giurisdizione della Corte dei Conti per danno erariale. Ne consegue che ad avviso dell’ANAC (nota 1 – allegato 1 – det. 8/2015) a tali società si applica la disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni senza adattamento alcuno.

 

Le società a partecipazione pubblica non di controllo come definite all’art. 11, comma 3, del d.l.gs. n.33/2013, sono quelle a partecipazione pubblica non maggioritaria, in cui, cioè, la partecipazione pubblica non è idonea a determinare una situazione di controllo.

La distinzione tra i tre tipi societari non è formale ma da esse dipende il grado di applicazione della normativa. Se per le società in house providing si è già detto occorre analizzare le principali differenze tra le società a controllo pubblico e quelle non soggette a controllo.

In primis l’ANAC suggerisce per le prime l’adozione del modello organizzativo ex 231/20011 o, in alternativa, il rafforzamento dei presidi organizzativi di anticorruzione.

Qualora il modello 231/2001 sia adottato deve essere integrato con le misure previste dalla Legge n. 190 del 2012. In particolare tali misure devono: «fare riferimento a tutte le attività svolte dalla società ed è necessario siano ricondotte in un documento unitario che tiene luogo del Piano di prevenzione della corruzione anche ai fini della valutazione dell’aggiornamento annuale e della vigilanza dell’A.N.AC. Se riunite in un un