Decreto cultura e turismo: i principali interventi di natura fiscale

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 13 agosto 2014

gli interventi del c.d. "art bonus" sono tesi favorire lo sviluppo della cultura: a tal fine è stato istituito un credito di imposta triennale, nonché ad incentivare le imprese di esercizio cinematografico, ed, inoltre, per sostenere la competitività del sistema turistico nazionale...

 Gli interventi del c.d. ART Bonus sono tesi favorire lo sviluppo della cultura, a tal fine è stato istituito un credito di imposta triennale, nonché ad incentivare le imprese di esercizio cinematografico, ed, inoltre, per sostenere la competitività del sistema turistico nazionale.

Questi gli interventi di natura fiscale del c.d. decreto cultura (D.L. n. 83 del 31 maggio 2014, convertito con modificazioni nella Legge n. 106 del 29 luglio 2014)

 

Interventi di natura fiscale del c.d. decreto cultura (D.L. 83/2014)

Per favorire lo sviluppo della cultura è stato istituito un credito di imposta triennale (c.d. ART Bonus) relativo alle erogazioni liberali in denaro per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, a sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il credito è riconosciuto anche nel caso in cui le suddette erogazioni liberali in denaro siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.

Il credito spetta nella misura:

- del 65% delle erogazioni liberali effettuate, rispettivamente, nei periodi di imposta 2014 e 2015;

- del 50% delle erogazioni liberali effettuate nel periodo d’imposta 2016. Il credito è riconosciuto sia in favore delle persone fisiche e degli enti non commerciali – per gli uni e per gli altri nei limiti del 15% del reddito imponibile - sia in favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa - nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui - ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Al fine di evitare una duplicazione del beneficio è prevista una deroga di durata triennale agli artt. 15, primo comma, lett. h) e i) e 100, secondo comma, lett. f) e g) del TUIR, sicché in relazione a tali erogazioni liberali non sono applicabili le disposizioni ivi contenute che prevedono, rispettivamente, per i soggetti IRPEF, la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19% della somma erogata e, per i soggetti IRES, la deduzione delle erogazioni dal redd