Decreto cultura e turismo: i principali interventi di natura fiscale

 Gli interventi del c.d. ART Bonus sono tesi favorire lo sviluppo della cultura, a tal fine è stato istituito un credito di imposta triennale, nonché ad incentivare le imprese di esercizio cinematografico, ed, inoltre, per sostenere la competitività del sistema turistico nazionale.

Questi gli interventi di natura fiscale del c.d. decreto cultura (D.L. n. 83 del 31 maggio 2014, convertito con modificazioni nella Legge n. 106 del 29 luglio 2014)

 

Interventi di natura fiscale del c.d. decreto cultura (D.L. 83/2014)

Per favorire lo sviluppo della cultura è stato istituito un credito di imposta triennale (c.d. ART Bonus) relativo alle erogazioni liberali in denaro per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, a sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Il credito è riconosciuto anche nel caso in cui le suddette erogazioni liberali in denaro siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.

Il credito spetta nella misura:

– del 65% delle erogazioni liberali effettuate, rispettivamente, nei periodi di imposta 2014 e 2015;

– del 50% delle erogazioni liberali effettuate nel periodo d’imposta 2016. Il credito è riconosciuto sia in favore delle persone fisiche e degli enti non commerciali – per gli uni e per gli altri nei limiti del 15% del reddito imponibile – sia in favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa – nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui – ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Al fine di evitare una duplicazione del beneficio è prevista una deroga di durata triennale agli artt. 15, primo comma, lett. h) e i) e 100, secondo comma, lett. f) e g) del TUIR, sicché in relazione a tali erogazioni liberali non sono applicabili le disposizioni ivi contenute che prevedono, rispettivamente, per i soggetti IRPEF, la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19% della somma erogata e, per i soggetti IRES, la deduzione delle erogazioni dal reddito imponibile. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito di imposta è utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP. La compensazione è senza limiti: non sono cioè applicabili né il limite annuo all’utilizzo del credito di imposta di 250.000 euro, stabilito all’art. 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 né quello di 700.000 euro fissato, a decorrere dal 2014, dall’art. 34 della L. 23 dicembre 2000 n. 388.

A carico dei soggetti beneficiari delle erogazioni liberali sono previsti obblighi di comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nonché di pubblicità via web, con particolare riguardo all’ammontare, alla destinazione e all’utilizzo delle erogazioni, nel rispetto delle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (articolo 1) per potenziare le misure di attrazione degli investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica e audiovisiva, viene modificato il comma 335 dell’art. 1 della L. 24 dicembre 2007, n. 244 che riconosce, come noto, un credito di imposta alle imprese nazionali di produzione esecutiva e di post-produzione che, su commissione di produzioni estere, utilizzino mano d’opera italiana relativamente a film, o parti di film, girati sul territorio nazionale. Tale credito, spettante nella misura del 25% del costo di produzione della singola opera, è divenuto permanente a decorrere dal 1° gennaio 2014 ed è stato esteso anche in favore dei produttori indipendenti di opere audiovisive, come previsto dall’art. 8, primo comma, D.L. 8 agosto 2013, n. 91,…

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