L'UNIONE MONETARIA EUROPEA

 

Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992

 

1) Unione Europea (titolo I)

2) Unione economica europea (titolo II):

a) moneta unica = EURO

b) Banca centrale europea

La banca centrale europea insieme alle banche centrali dei Paesi aderenti all'U.E.M. formano il sistema Europeo delle Banche centrali (S.E.B.C.)

Il S.E.B.C. definisce ed attua la politica monetaria unica in EURO.

3) politica estera e sicurezza comune (titolo V)

4) cooperazione settore giustizia e affari interni (titolo VI)

 


 

periodo transitorio

(dal 1' gennaio 1999 fino al 30 giugno 2002 )

 

COSA E' SUCCESSO IL 1' GENNAIO 1999

L'Euro: la nuova moneta unica simboleggia l'Europa; non rappresenta un semplice prefisso da anteporre alle denominazioni delle monete nazionali, le quali dall'1 luglio 2002 scompariranno.

L'Euro dovrà essere riconoscibile in tutti i Paesi dell'Unione, tenuto conto dell'esistenza di diversi alfabeti.

1) L’Euro è diventata valuta a pieno titolo come moneta bancaria. L’Ecu è sostituito nei contratti dall’Euro con il rapporto di 1 a 1.

2) Le "vecchie" monete nazionali non rappresentano più l'espressione della sovranità monetaria dei singoli Stati ma diventano unità frazionarie dell'Euro; sono entrati in vigore i tassi di cambio fissi tra le monete nazionali degli Stati partecipanti e tra queste e l’Euro.

3) Le monete nazionali continuano ad avere valore legale, come denominazione temporanea, fino al 30 giugno 2002. L’uso dell’Euro è regolato dal principio "nessuna proibizione, nessun obbligo".

4) I nuovi titoli del debito pubblico sono emessi in Euro dal 1' gennaio 1999.

5) Definizione ed attuazione della politica monetaria unica in Euro.

 


 

COSA SUCCEDE DAL 1' GENNAIO 1999 AL 31 DICEMBRE 2001

 

Cambio alla pari delle monete dei vari Paesi con tassi di cambio irrevocabilmente fissi.

Controllo del processo di transizione nel settore bancario e finanziario

Assistenza a tutti i settori economici per assicurare una transizione regolare.

 

In questo periodo l’Euro è già moneta unica europea ma non ancora banconota.

In ogni caso:

Le nuove emissioni di titoli pubblici (es. BOT, CCT ecc.) saranno in Euro.

I mercati azionari ed obbligazionari iniziano ad utilizzare l’Euro al posto delle monete dei singoli Paesi.

Le banche e le altre imprese saranno libere di emettere titoli ed obbligazioni a breve e lungo termine in Euro.

I privati potranno utilizzare l’Euro nei loro rapporti con le banche: conti correnti, portafogli titoli e assegni potranno essere espressi in Lire o in Euro. I Bancomat continueranno invece a distribuire banconote in Lire non essendo ancora in circolazione banconote e monete metalliche in Euro.

I prezzi dei prodotti e servizi potranno essere espressi sia in Lire che in Euro

 

In sostanza, in questa fase transitoria, per i cittadini vige il principio "NESSUN OBBLIGO NESSUN DIVIETO" per cui è lasciata ogni più ampia discrezionalità in merito.

L’indicazione dei due prezzi sarà esclusivamente un’iniziativa volontaria.

 

 


 

COSA SUCCEDE DAL 1' GENNAIO 2002 AL 30 GIUGNO 2002

 

- Messa in circolazione delle banconote Euro e progressivo ritiro delle banconote nazionali.

- Assistenza a tutti i settori economici per assicurare una transizione regolare.

- Per i beni e servizi destinati al pubblico sarà obbligatoria la contemporanea presenza dei due prezzi (Lire ed Euro). Le doppie indicazioni devono essere facilmente leggibili e deve essere nettamente distinguibile il prezzo nella moneta da utilizzare per il pagamento da quello nella moneta posta a solo titolo informativo.

- Le lire vengono progressivamente ritirate dalla circolazione dalle banche e cambiate in Euro. Il cambio non comporterà variazioni del potere di acquisto, ma solo l’uso di una diversa valuta.

- Al più tardi dal 1' gennaio 2002 tutti i saldi dei conti correnti bancari vengono convertiti in Euro e così pure saranno in Euro gli estratti conto e le varie contabilizzazioni. Le operazioni bancarie pertanto saranno eseguite solo in Euro.

- I salari, gli stipendi e le pensioni, così come le operazioni con l’amministrazione pubblica, sono espresse solo in Euro.

- Le rate dei prestiti, i mutui, i premi assicurazioni vita ecc. verranno convertiti tutti in Euro.

- I nuovi contratti saranno conclusi solo in Euro.

- Le lire saranno comunque accettate per i pagamenti quotidiani.

 

 


 

COSA SUCCEDE DAL 1' LUGLIO 2002

Fine del processo di transizione, anche per la Pubblica Amministrazione.

Abolizione del corso legale delle banconote e monete nazionali: unica moneta esistente l’EURO, la cui denominazione sarà la stessa in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea.

La lira non sarà più in circolazione e le banconote in lire potranno essere cambiate in Euro solo presso la Banca d’Italia.

 

 


 

LA CONVERSIONE IN EURO

In data 31/12/1998 sono stati irrevocabilmente fissati i tassi di conversione in Euro delle monete degli Stati membri partecipanti all'Unione Monetaria Europea.

Questi i valori:

franco belga e lussemburghese………………40,3399

marco tedesco …………………………………1,95583

peseta spagnola……………………………….166,386

franco francese………………………………….6,55957

sterlina irlandese……………………………….0,787564

lira italiana………………………………………1936,27

fiorino olandese………………………………….2,20371

scellino austriaco…………………………….….13,7603

escudo portoghese……………………………..200,482

marco finlandese…………………………….….5,94573

 

Non hanno aderito all'U.E.M. la Danimarca, la Gran Bretagna, la Grecia e la Svezia.

Tale arrotondamento avviene come segue: fino a 4 millesimi si arrotonda per difetto; da 5 a 9 millesimi, compresi, si arrotonda per eccesso.

Da ciò si evince che la differenza massima per arrotondamenti di conversione può essere di soli 5 millesimi di Euro che è pari:

0,005 Euro x 1936,27= lit 9,68135 à 10 lire.

Pertanto ogni atto di conversione da Lire a Euro può portare, al massimo, una differenza di arrotondamento di 10 lire.

 


 

 

 

ADEMPIMENTI CONTABILI

Già dall'1/1/1999 nascono, soprattutto per le aziende, le prime problematiche a seguito dell'avvento della nuova moneta: si tratta di problemi attuali che gradatamente devono essere affrontati, senza particolari rinvii.

Come già più sopra evidenziato il periodo transitorio sarà caratterizzato dall'ormai noto principio "nessun obbligo, nessun divieto" (no compulsion, no prohibition).

A decorrere dall'1 gennaio 1999 le imprese hanno la FACOLTA' di adottare l'euro come moneta di conto.

Durante il periodo transitorio i contribuenti possono emettere liberamente fatture in lire oppure in euro (così come possono emetterne talune in lire e talune in euro) ovvero riportare la doppia indicazione, prescindendo dalla moneta utilizzata per la contabilizzazione delle operazioni.

Naturalmente tutti gli elementi della fattura (l'imponibile, l'i.v.a. ed il totale) devono poi essere espressi tutti nella medesima valuta.

E' comunque consentita la doppia indicazione nella fattura dei dati, sia in lire che in euro.

Per quanto concerne la tenuta della contabilità, i contribuenti hanno la facoltà di effettuare le annotazioni delle operazioni nelle scritture contabili obbligatorie sia in lire che in euro.

Qualora il contribuente intenda tenere la contabilità in entrambe le valute, l'annotazione nei registri sarà effettuata in relazione alla valuta prescelta nell'emissione della fattura. La registrazione dovrà però avvenire su colonne separate.

Pertanto, nel caso in cui il soggetto riceva una fattura in una delle valute aderenti ovvero in valute diverse, lo stesso può registrarla in euro o in lire.

Per le cessioni intracomunitarie, qualora sia emessa fattura in euro, si rende necessario in ogni caso procedere alla conversione in lire dell'ammontare dell'operazione, ai fini della compilazione della colonna 4 del modello intra-1 bis, ferma restando la possibilità di registrala in euro.

In relazione ai documenti a rilevanza esterna (destinati al pubblico) quali il bilancio d'impresa, il bilancio consolidato e gli altri prospetti e rendiconti annuali e infra-annuali, periodici e straordinari, le disposizioni fissano il principio della irreversibilità per cui quando vengono redatti e pubblicati per la prima volta in euro, tutti gli stessi documenti successivi devono essere redatti in euro: non è cioè possibile ritornare indietro, presentare un bilancio in lire dopo averne presentato uno in euro.

 

Fatture d'acquisto

Sia che la contabilità venga tenuta in Lire che in Euro, nell'ipotesi di fatture di acquisto espresse in una delle valute aderenti, gli acquirenti nazionali devono preliminarmente convertire gli importi in euro, con arrotondamento almeno fino alla terza cifra decimale e, successivamente, convertire l'importo ottenuto in moneta nazionale.

Se l'acquisto è espresso in una valuta non aderente all'euro il cambio da considerare è quello del giorno di effettuazione dell'operazione se indicato in fattura oppure, in mancanza di tale annotazione quello della data della fattura. Non possono essere utilizzati metodi alternativi.

 

Conversione in euro delle fatture in lire.

Si devono tradurre e arrotondare i singoli elementi, imponibile e I.V.A., ottenendo il totale in euro per somma.

Può accadere che il totale differisca dal totale fattura tradotto direttamente in euro: la differenza è da imputare ad arrotondamenti.

 

Conversione in lire delle fatture in euro.

Si deve convertire l’imponibile in lire, calcolare l’imposta e quindi sommare il totale fattura. Conversione dalla lira all’Euro: si arrotonda al centesimo superiore.

Esempi:

Cedente francese emette fattura in franchi francesi verso acquirente italiano.

L’acquirente italiano deve dapprima convertire i franchi francesi in Euro, poi convertire l’importo Euro in lire (anche se la contabilità è tenuta in Euro).

Tali conversioni sono necessarie per la compilazione degli elenchi mod. Intrastat, per i quali continuano ad utilizzarsi i valori delle valute dei vari Stati.

 

Cedente francese emette fattura in Euro verso acquirente italiano.

Per una corretta compilazione del mod. intra-2 bis è necessario convertire la fattura sia in franchi francesi che in lire.

 

Cedente francese emette fattura in dollari U.S.A. verso acquirente italiano.

Occorre convertire i dollari in Euro, con riferimento alla data di effettuazione dell’operazione se questa è indicata in fattura, oppure, in mancanza, alla data della fattura, utilizzando il cambio comunicato dalla Banca d’Italia o quello del giorno antecedente più prossimo.

 

Cedente inglese emette fattura in sterline verso acquirente italiano.

Occorre convertire l’importo in Euro e poi trasformarlo in Lire.

 

Registrazione nella contabilità in lire di fattura espressa in euro.

esempio:

Imponibile in Euro = 200,52

I.V.A. 20% in Euro = 40,10

Totale = 240,62

 

Merci c/acquisti = 200,52 x 1936,27 = 388.260,86 = 388.261 lire

IVA 20% lire 388.261 x 20% = 77.653 lire

Totale 465.914 lire

Debito verso fornitore Euro 240,62 x 1936,27 = 465.906

Arrotondamento attivo Lire 8.

 

Fattura emessa da operatore francese in franchi.

es. Franchi francesi 10.000

Conversione in Euro: f.f. 10.000 : 6,55957 = 1524,490 euro

Conversione in Lire: 1524,490 X 1936,27 = 2.951.824 lire

 

Fattura emessa da operatore francese in dollari.

es. $ 1000

Conversione in Euro: $1000 : 1,1847(cambio ipotetico $/Euro) = euro 844,096

Conversione in Lire: euro 844,096 x 1936,27 = lire 1.634.398

Conversione in franchi: 844,096 x 6,55957 = 5536,91

 

ARROTONDAMENTI

Se gli importi della fattura, o di qualsiasi altro documento da pagare o contabilizzare, sono espressi in Euro devono essere arrotondati al centesimo, che costituisce l’unità divisionale minima della nuova moneta, per eccesso se la frazione non è inferiore a 0,005 Euro e per difetto se è inferiore a 0,005 Euro.

Esempi:

10,254 euro si arrotondano a 10,25 - 10,255 euro si arrotondano a 10,26.

Se dalla conversione in lire della fattura espressa in Euro dovessero risultare dei decimali, si seguono le stesse regole sopra esposte con arrotondamento all’unità più vicina.

esempio: lire 10.110,60 = 10.111.

Stessa procedura per la conversione delle ricevute fiscali o dei documenti di trasporto con indicazione di prezzo.

 

USO DEI DECIMALI

L’uso dei decimali nei calcoli intermedi che non rappresentano contabilizzazioni o pagamenti (nel qual caso si devono usare due decimali) deve essere effettuato come segue:

da 1 a 9 lire come minimo 5 decimali es. 1,05215

da 10 a 99 lire come minimo 4 decimali es. 50,4425

da 100 a 999 lire come minimo 3 decimali es. 200,443

da 1000 a 9999 lire come minimo come minimo 2 decimali.

 

DICHIARAZIONI ANNUALI

In applicazione del principio della irreversibilità dei documenti a rilevanza esterna (si è già detto più sopra dei bilanci) le imprese che nel periodo transitorio redigono e pubblicano il bilancio o il rendiconto in euro sono tenute alla presentazione delle dichiarazioni annuali (MOD. UNICO) con gli importi indicati in euro, a partire dall'esercizio per il quale è stato redatto (e pubblicato per i soggetti tenuti a tale adempimento) il bilancio o rendiconto in euro.


marzo 1999



HH01580A.gif (1311 byte) ragcomm@infotel.it

Centro Studi Ragionieri Commercialisti