VERIFICHE ISPETTIVE: contabilità “parallele”

In sede di verifica il rinvenimento di un brogliaccio (block notes, appunti o quant’altro) costituisce di per se un indizio dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, che rende legittimo l’accertamento induttivo, a prescindere dalla corretta tenuta della contabilità. La Corte di cassazione, nella sentenza 5 dicembre 2006 -14 febbraio 2007 n. 3222, arriva sommariamente a queste conclusioni; lo spunto viene da un caso concreto in cui, a fronte di una contabilità corretta nel suo complesso, i verificatori hanno rinvenuto presso l’azienda dei “block notes” in cui erano appuntati acquisti e vendite poi non fatturati. In altre parole, nei brogliacci traspariva una vera e propria contabilità parallela.


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