Utili, dividendi e plusvalenze: nuove percentuali di esenzione (prima parte)


Per utili, dividendi e plusvalenze un decreto Mef, sulla base di quanto previsto dalla legge di stabilità per il 2016, ne ridetermina il tasso di partecipazione alla formazione del reddito complessivo. Esattamente: gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti soggetti all’Ires, nonché i proventi equiparati relativi a titoli e strumenti finanziari e le remunerazioni relative ai contratti di cui agli articolo 44, comma 2, lettera a), e all’articolo 109, comma 9, lettera b), del Tuir, formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 58,14% del loro ammontare; gli utili percepiti dagli enti non commerciali, formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, concorrono al reddito imponibile nella misura del 100% del loro ammontare; gli utili percepiti dagli enti non commerciali, formati con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, non concorrono al reddito imponibile nella misura del 22,26% del loro ammontare.


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