Una perdita fiscale o un minor reddito non sono indice di evasione

La CTP di Treviso – sentenza n. 12/5/2012, depositata il 31 gennaio – asserisce che una perdita fiscale o un minor reddito rispetto a quello di un dipendente non è indice di evasione fiscale. La Commissione sostiene che andamenti produttivi negativi dell’impresa, spesso, sono il frutto di scelte sbagliate dell’imprenditore, o di cause di forza maggiore (una malattia per esempio). La tesi è in controtendenza rispetto al pensiero del legislatore. Secondo l’Amministrazione, e lo stesso legislatore, se è  vero che le scelte economiche dell’imprenditore sono normalmente insindacabili, gli organi verificatori non sono tenuti a credere che un imprenditore agisca in modo antieconomico. Di fronte una situazione del genere è lecito dubitare della veridicità delle operazioni dichiarate; l’Ufficio può presumere maggiori ricavi con l’onere della prova a carico del contribuente.  La CTP nell’accertamento da studi di settore, nel quale era stata chiamata ad esprimersi, ha ritenuto illegittime le pretese dall’Agenzia delle entrate che contestava al contribuente l’evasione per non congruità dei ricavi dichiarati e per un comportamento antieconomico ai fini dell’attività per il quale il reddito dichiarato era inferiore allo stipendio di alcuni dipendenti. La controparte evidenziava problemi di salute documentati e non considerati dall’Ufficio a sostegno della sua difesa. Per la commissione il contribuente aveva ragioni valide per i motivi su esposti, e non era neanche pensabile che in un periodo di crisi come questo potesse cessare la propria attività e cercare un altro lavoro.


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