Tari: il calcolo della parte variabile della tariffa

di Angelo Facchini

Pubblicato il 22 novembre 2017



Chiarimenti sull’applicazione della tassa sui rifiuti (Tari) relativa alle utenze domestiche nella circolare n. 1/DF del 20 novembre 2017. La tariffa della Tari è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica e i criteri per la sua determinazione sono dettati dall’apposito regolamento adottato con il Dpr 158/1999, in base al quale essa è composta da: parte fissa - determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio; parte variabile - rapportata alle quantità di rifiuti conferiti. Nella circolare viene sottolineato che per il calcolo della tariffa della Tari la nozione di utenza domestica “deve intendersi comprensiva sia delle superfici adibite a civile abitazione sia delle relative pertinenze”. La quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell’alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell’utenza stessa; la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che non va moltiplicato per i metri quadrati dell’utenza e va sommato come tale alla parte fissa. Con riguardo alle pertinenze dell’abitazione, la quota variabile deve essere computata una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica.