Studi di settore: va bene l’induttivo per scostamenti “sintomatici”

La Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 24273 del 28 ottobre 2013, ha enunciato il principio secondo il quale, in tema di accertamento induttivo dei redditi, l’Amministrazione finanziaria può – ai sensi dell’articolo 39 del Dpr 600/1973 – fondare il proprio accertamento sia sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell’attività svolta, sia sugli studi di settore, nel quale ultimo caso l’ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale del comparto merceologico, potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente.


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