Split payment: verifica via internet dei soggetti obbligati


Con la circolare 1/E del 9 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate illustra l’ambito applicativo dello split payment. A partire dall’1 gennaio scorso, infatti, le pubbliche amministrazioni, in relazione agli acquisiti di beni e servizi effettuati nel territorio dello Stato, devono pagare ai fornitori solo il corrispettivo, versando invece direttamente all’erario l’Iva, regolarmente addebitata in fattura. Sono tenuti a applicare lo split payment:  lo Stato e gli altri soggetti qualificabili come organi dello Stato; gli enti pubblici territoriali e i relativi consorzi tra gli stessi; le Camere di commercio, comprese le relative Unioni regionali; gli istituti universitari; le aziende sanitarie locali; gli enti ospedalieri, ad eccezione degli enti ecclesiastici che esercitano assistenza ospedaliera; gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico; gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e quelli di previdenza. In rete si potrà verificare la categoria di appartenenza e i riferimenti dell’ente pubblico, consultando l’Indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa), alla pagina: http://indicepa.gov.it/documentale/ricerca.php. L’elenco non è esaustivo e, pertanto, qualora dovessero permanere dei dubbi sull’applicabilità del meccanismo della scissione dei pagamenti, l’operatore interessato potrà inoltrare specifica istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate.


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