SPESOMETRO AL VIA


Domani parte lo spesometro per negozianti e artigiani. In particolare i commercianti al minuto e tutti i prestatori di servizi che certificano i corrispettivi con ricevute e scontrini fiscali dovranno monitorare le operazioni il cui prezzo, Iva inclusa, sia di ammontare uguale o superiore a 3.600 euro, identificando il cliente e conservando con cura le relative informazioni per trasferirle nelle comunicazioni da inviare all’agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2012. Se questi operatori, per prassi aziendale o per richiesta del cliente, abbiano emesso fatture in luogo di ricevute e scontrini, dovranno monitorare le operazioni già dal 1° gennaio 2010. In questo caso, e solo limitatamente a tali operazioni, la soglia non è di 3.600 euro, ma per il 2010 di 25.000 euro e per il 2011 di 3.000 euro. L’estensione dell’obbligo impatta direttamente sulle procedure di vendita dei singoli negozi, l’Agenzia delle entrate ha ribadito che i commercianti al minuto devono, in riferimento al cliente persona fisica nazionale, acquisire il codice fiscale e gli altri elementi identificativi; per i clienti non residenti, dovrà invece acquisire: per le persone fisiche, il cognome e il nome, il luogo, il sesso, la data di nascita e il domicilio fiscale; per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione, la ragione sociale o la ditta e il domicilio fiscale; per società, associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica, oltre ai dati di identificazione della struttura, anche il cognome e il nome, il luogo, il sesso, la data di nascita e il domicilio fiscale di almeno una delle persone che ne hanno la rappresentanza.


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Domani parte lo spesometro per negozianti e artigiani. In particolare i commercianti al minuto e tutti i prestatori di servizi che certificano i corrispettivi con ricevute e scontrini fiscali dovranno monitorare le operazioni il cui prezzo, Iva inclusa, sia di ammontare uguale o superiore a 3.600 euro, identificando il cliente e conservando con cura le relative informazioni per trasferirle nelle comunicazioni da inviare all’agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2012. Se questi operatori, per prassi aziendale o per richiesta del cliente, abbiano emesso fatture in luogo di ricevute e scontrini, dovranno monitorare le operazioni già dal 1° gennaio 2010. In questo caso, e solo limitatamente a tali operazioni, la soglia non è di 3.600 euro, ma per il 2010 di 25.000 euro e per il 2011 di 3.000 euro. L’estensione dell’obbligo impatta direttamente sulle procedure di vendita dei singoli negozi, l’Agenzia delle entrate ha ribadito che i commercianti al minuto devono, in riferimento al cliente persona fisica nazionale, acquisire il codice fiscale e gli altri elementi identificativi; per i clienti non residenti, dovrà invece acquisire: per le persone fisiche, il cognome e il nome, il luogo, il sesso, la data di nascita e il domicilio fiscale; per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la denominazione, la ragione sociale o la ditta e il domicilio fiscale; per società, associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica, oltre ai dati di identificazione della struttura, anche il cognome e il nome, il luogo, il sesso, la data di nascita e il domicilio fiscale di almeno una delle persone che ne hanno la rappresentanza.


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