Società non operative: sentenza della CTR Lombardia


La CTR della Lombardia, con la pronuncia 170/28/11, ha chiarito che una società può disattendere il provvedimento di rigetto dell’istanza di disapplicazione del regime delle non operative e dimostrarne l’infondatezza con l’impugnazione dell’avviso di accertamento. Per farlo, deve provare di non essere un mero strumento di gestione patrimoniale nell’interesse dei soci. Nel caso esaminato, le ragioni di dissenso contro il rifiuto, sono state eccepite al ricevimento dell’avviso di accertamento con il quale è stata contestata la mancata applicazione della determinazione presuntiva del reddito stabilita dalla normativa sulle società non operative. La pronuncia precisa che l’elemento per qualificare “di comodo” una società consiste nell’utilizzo dello strumento societario come uno “schermo” per nascondere il vero proprietario di determinati beni. Nel caso specifico erano state chiarite le dinamiche sottese al progetto imprenditoriale intrapreso dai due soci (due società a responsabilità limitata) e gli eventi contingenti che ne avevano caratterizzato lo sviluppo. Inoltre, a sostegno della tesi, la società aveva precisato di aver superato il test di operatività nel periodo d’imposta precedente e in quelli successivi all’annualità oggetto di accertamento, rilevando come tale ultima circostanza dovrebbe essere già sufficiente per dimostrare l’esistenza di un’attività imprenditoriale vera ed escludere, quindi, la non operatività della società.


Partecipa alla discussione sul forum.