Si abbassa l’aliquota IMU


Il fisco locale gioca su IMU e RES. Il decreto correttivo sul federalismo dei sindaci chiede più soldi agli inquilini e meno ai proprietari degli immobili, sanando, anche, alcuni “vizi” dell’IMU, a partire dai rincari che il nuovo tributo avrebbe imposto a imprese e commercianti. Il decreto divide il fisco municipale in due tronconi: da un lato l’IMU che coinvolge i proprietari sostituendo l’I.C.I., che andrà in pensione nel 2013 anziché nel 2014, dall’altro la RES che impatta su chi occupa gli immobili a qualsiasi titolo, sia esso proprietario o inquilino. La correzione dell’aliquota riequilibra gli effetti del decreto originario in cui il passaggio al nuovo regime avrebbe comportato un aumento medio del 18,75% a carico di proprietari e imprese. L’aliquota di riferimento dell’IMU si attesta al 6,6 per mille (era il 7,6 per mille).  


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Si abbassa l’aliquota IMU


Il fisco locale gioca su IMU e RES. Il decreto correttivo sul federalismo dei sindaci chiede più soldi agli inquilini e meno ai proprietari degli immobili, sanando, anche, alcuni “vizi” dell’IMU, a partire dai rincari che il nuovo tributo avrebbe imposto a imprese e commercianti. Il decreto divide il fisco municipale in due tronconi: da un lato l’IMU che coinvolge i proprietari sostituendo l’I.C.I., che andrà in pensione nel 2013 anziché nel 2014, dall’altro la RES che impatta su chi occupa gli immobili a qualsiasi titolo, sia esso proprietario o inquilino. La correzione dell’aliquota riequilibra gli effetti del decreto originario in cui il passaggio al nuovo regime avrebbe comportato un aumento medio del 18,75% a carico di proprietari e imprese. L’aliquota di riferimento dell’IMU si attesta al 6,6 per mille (era il 7,6 per mille).  


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