Ritenute d’acconto: lo scomputo deve essere provato

di Angelo Facchini

Pubblicato il 6 ottobre 2017



Per lo scomputo della ritenuta d'acconto, l'omessa esibizione del certificato del sostituto d'imposta attestante la ritenuta operata, non preclude al contribuente sostituito di provare la ritenuta stessa con mezzi equipollenti. Tanto dice la Corte di Cassazione nella pronuncia n. 14138/2017, nella quale viene ribadito che l'attestato del sostituto per lo scomputo della ritenuta d'acconto è prova tipica, ma non esclusiva, la cui assenza non può in alcun modo esporre il sostituito a preclusioni difensive, né tanto meno a duplicazioni di prelievo.