Rinvio alla Consulta per la deduzione Irap del 10% – dubbi di costituzionalità


La CTR Lombardia – sezione 28 – con ordinanza n. 30 del 21 dicembre 2011, rinvia alla Consulta i dubbi di costituzionalità circa la deduzione dall’IRES del 10% dell’IRAP pagata, quale quota forfetariamente determinata dell’IRAP che grava sul costo del lavoro e sugli interessi passivi netti. Secondo la Commissione contrasterebbe con i principi di uguaglianza, di capacità contributive e di tutela del lavoro. Esattamente: col principio di capacità contributiva, in quanto l’aumento dell’imponibile del reddito d’impresa, in misura pari all’IRAP indeducibile sulle spese per prestazioni di lavoro e gli interessi passivi, provoca l’imposizione di una ricchezza parzialmente inesistente; col principio di uguaglianza, in quanto a parità di reddito imponibile è colpita più di altre l’impresa che, nella composizione del suo reddito, più di quelle ha maggiori costi per prestazioni di lavoro e per capitali presi a mutuo; col principio della tutela del lavoro, perché la deduzione di tale costo nella misura del 95,75%, confrontata con la deduzione del costo dei macchinari al 100%, attraverso le quote di ammortamento, funge da disincentivo all’impiego di mano d’opera.


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Rinvio alla Consulta per la deduzione Irap del 10% – dubbi di costituzionalità


La CTR Lombardia – sezione 28 – con ordinanza n. 30 del 21 dicembre 2011, rinvia alla Consulta i dubbi di costituzionalità circa la deduzione dall’IRES del 10% dell’IRAP pagata, quale quota forfetariamente determinata dell’IRAP che grava sul costo del lavoro e sugli interessi passivi netti. Secondo la Commissione contrasterebbe con i principi di uguaglianza, di capacità contributive e di tutela del lavoro. Esattamente: col principio di capacità contributiva, in quanto l’aumento dell’imponibile del reddito d’impresa, in misura pari all’IRAP indeducibile sulle spese per prestazioni di lavoro e gli interessi passivi, provoca l’imposizione di una ricchezza parzialmente inesistente; col principio di uguaglianza, in quanto a parità di reddito imponibile è colpita più di altre l’impresa che, nella composizione del suo reddito, più di quelle ha maggiori costi per prestazioni di lavoro e per capitali presi a mutuo; col principio della tutela del lavoro, perché la deduzione di tale costo nella misura del 95,75%, confrontata con la deduzione del costo dei macchinari al 100%, attraverso le quote di ammortamento, funge da disincentivo all’impiego di mano d’opera.


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