Riforma del lavoro: il “nuovo” contratto a progetto


La riforma del lavoro rivede le modalità del contratto a progetto: per avviarlo è essenziale identificare un progetto specifico. In particolare deve essere indirizzato a un determinato risultato finale, che deve essere indicato nel contratto individuale stipulato fra le parti; non deve riproporre l’oggetto sociale del committente; non deve trattare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi; deve indicare il risultato finale che si intende conseguire; salvo che per prestazioni di elevata professionalità, l’attività non deve essere resa con modalità analoghe a quelle svolte dai dipendenti del committente. Il compenso da corrispondere deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito e deve tener conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto.


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