Riforma del lavoro: i minimi alla verifica delle false partite IVA

La Legge 92/2012 (riforma Fornero) ha introdotto alcune disposizioni volte a contrastare il fenomeno delle partite IVA e delle associazioni in partecipazione false, perché riconducibili a rapporti di lavoro che di fatto presentano le caratteristiche tipiche del lavoro subordinato. I contribuenti che intendono avvalersi del regime dei minimi con la tassazione al 5% devono verificare il rispetto delle disposizioni introdotte dalla riforma. In particolare gli indici di riscontro per non incorrere nel rapporto di lavoro subordinato sono: la collaborazione non deve durare più di 8 mesi nell’arco di un anno per due anni consecutivi; da questo rapporto il collaboratore ricava più dell’80% del corrispettivo verso un unico committente nell’arco di due anni solari consecutivi; il collaboratore possieda una postazione “fissa” presso il committente. Se le prestazioni lavorative rese da una persona fisica che ha aperto la partita IVA sono considerate rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lo stesso soggetto non può più essere classificato come titolare di un reddito di lavoro autonomo o d’impresa e perde il diritto a fruire del regime dei minimi.


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