Reverse charge: modificate alcune categorie merceologiche interessate

Sono modificati alcuni aspetti della disciplina Iva in materia di reverse charge. Il Dl n. 24/2016, aggiorna l’articolo 17 del Dpr 633/72 secondo le indicazioni della Comunità europea e, recependo le direttive comunitarie per il mercato interno, rivede i casi per cui prevedere l’inversione contabile e introduce il meccanismo di reazione rapida contro le frodi. Nella nuova versione le merceologie interessate dal reverse charge sono stati un modificate: sì ai telefoni cellulari, non più inclusi i loro componenti e accessori; sì alle cessioni di pc e dei loro componenti ed accessori, aggiunte le cessioni di console da gioco, tablet, laptop, nonché i trasferimenti di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale; no alle cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere; no alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attivita’ 47.11.1), supermercati (codice attivita’ 47.11.2) e discount alimentari (codice attivita’ 47.11.3). Saranno successivamente individuate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ulteriori operazioni economiche, transazioni o fornitura di servizi da assoggettare al regime dell’inversione contabile, qualora la loro tipologia lasci trasparire il rischio di frodi, mettendo in atto il meccanismo di reazione rapida. La novità entra in vigore a partire da 60 giorni dal 3 marzo 2016.


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