REVERSE CHARGE: autorizzato l’utilizzo per pc e cellulari


Il Consiglio ECOFIN ha autorizzato l’Italia, fino a tutto il 2014, ad estendere l’inversione contabile a telefoni cellulari e personal computer, dando applicazione all’art. 17, c. 6, lettere b) e c), del DPR 633/72. L’operazione rientra nella strategia di lotta alle frodi Iva; bisogna, però, porre particolare attenzione, in quanto, non essendoci soglie di applicazione, come invece negli altri paesi autorizzati (Austria, Germania e Regno Unito), potrebbe essere utilizzata alle cessioni al minuto effettuate nei confronti di soggetti passivi. Rientrano nella deroga anche gli accessori connessi a cellulari e computer, costituendo il rischio che possano essere oggetto di inversione contabile obbligatoria innocue transazioni di ammontare irrisorio, con un aggravio non indifferente della contabilità degli operatori che non commerciano unicamente in tali beni. In termini di tutela del gettito, il pericolo è dato dal possibile spostamento delle frodi sul versante del commercio al dettaglio attraverso l’utilizzo di partite Iva false o comunque non riconducibili soggettivamente a colui che compie l’acquisto, che potrebbe così beneficiare di uno sconto pari all’imposta non versata.


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