Reverse charge a sanzioni crescenti

Gli errori nell’applicazione dell’inversione contabile possono generare sanzioni. Le violazioni in materia di reverse charge sono trattate dal comma 9 bis dell’articolo 6 del Dl n. 471/97. Dimenticarsi di integrare una fattura per un acquisto intraUe, o di eseguire la doppia annotazione nei registri Iva, può costare da 500 a 20 mila euro; se si omette la registrazione in contabilità generale un importo variabile dal 5 al 10% dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro. A queste sanzioni si somma quella del 90% dell’imposta indetraibile se l’omissione riguarda operazioni per cui la detrazione non poteva essere esercitata, oltre a quella, dal 90 al 180%, per infedele dichiarazione. Se, invece, il fornitore ha applicato l’Iva anziché il reverse, il cessionario/committente è punito con la sanzione fissa da 250 a 10 mila euro, ma può detrarre l’Iva (e non deve assolverla).


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