RAVVEDIMENTO OPEROSO: linea dura della Cassazione sulle sanzioni inferiori al dovuto


L’ordinanza 12661 depositata il 9 giugno 2011 della Corte di cassazione adotta una linea dura sulla validità del ravvedimento operoso: in caso di pagamento della sanzione ridotta in misura inferiore a quella dovuta, la regolarizzazione è nulla con la conseguenza che deve essere corrisposta per intero la sanzione originaria. Secondo l’Agenzia delle entrate l’operatività del ravvedimento operoso (art. 13 del decreto legislativo 472/1997) è da individuarsi sia nel versamento del tributo sia in quello delle sanzioni in misura ridotta e degli interessi. Dello stesso avviso la Suprema corte, che interpretando in modo letterale il dettato dell’articolo 13, ha ritenuto che il versamento integrale della sanzione, contestualmente alla regolarizzazione dell’obbligo tributario (comprensivo degli interessi di mora), rappresentano condizioni di perfezionamento dell’istituto. Pertanto, solo l’integrale (e quindi esatto) adempimento di tali obblighi consente di beneficiare dell’istituto del ravvedimento.

 


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RAVVEDIMENTO OPEROSO: linea dura della Cassazione sulle sanzioni inferiori al dovuto


L’ordinanza 12661 depositata il 9 giugno 2011 della Corte di cassazione adotta una linea dura sulla validità del ravvedimento operoso: in caso di pagamento della sanzione ridotta in misura inferiore a quella dovuta, la regolarizzazione è nulla con la conseguenza che deve essere corrisposta per intero la sanzione originaria. Secondo l’Agenzia delle entrate l’operatività del ravvedimento operoso (art. 13 del decreto legislativo 472/1997) è da individuarsi sia nel versamento del tributo sia in quello delle sanzioni in misura ridotta e degli interessi. Dello stesso avviso la Suprema corte, che interpretando in modo letterale il dettato dell’articolo 13, ha ritenuto che il versamento integrale della sanzione, contestualmente alla regolarizzazione dell’obbligo tributario (comprensivo degli interessi di mora), rappresentano condizioni di perfezionamento dell’istituto. Pertanto, solo l’integrale (e quindi esatto) adempimento di tali obblighi consente di beneficiare dell’istituto del ravvedimento.

 


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