Professionisti: la Cassazione sulle prestazioni gratuite


La Corte di Cassazione nella sentenza 21972/2015 con riguardo a casi di prestazioni gratuite offerte dai professionisti ad amici e parenti, soci di società già clienti, altre persone in grado di incrementare la clientela, ha affermato che le spese sostenute sono deducibili e non sono contestabili da parte degli uffici delle Entrate. L’articolo 54 del Testo unico stabilisce che concorrono alla determinazione del reddito di lavoro autonomo i compensi in denaro o in natura percepiti, risultando chiara l’irrilevanza a tal fine delle prestazioni per le quali non sono pattuiti corrispettivi. Anche qualora sia stabilita la loro spettanza trova, d’altra parte, applicazione il criterio di imputazione temporale per cassa e gli stessi non sono, quindi, imponibili se non vengono, di fatto, percepiti.


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