Parte l’apprendistato dopo la riforma


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 236 di ieri, 10 ottobre, il Testo Unico dell’apprendistato (Dl 167/2011). La fase attuativa sarà diversa per ciascun tipo di contratto. Per l’apprendistato, per la qualifica e il diploma professionale e per quello di alta formazione e ricerca dovrà essere approvata, per ciascuna regione, la normativa sui profili formativi; per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (giovani tra i 18 e i 29 anni), in ciascun settore produttivo dovranno essere approvate le norme collettive che definiranno la durata e le modalità di erogazione della formazione, e la durata della parte formativa del rapporto, con il vincolo dei tre anni di durata massima (cinque per l’artigianato). I termini di attuazione sono molto ridotti: entro sei mesi le regioni e le parti sociali devono adeguare le discipline di riferimento, diversamente si applicherà  comunque quanto prevede il decreto legislativo. La riforma è costruita intorno ad alcune linee guida innovative: semplificazione delle regole, valorizzazione della contrattazione collettiva, personalizzazione dei percorsi formativi, gradualità delle sanzioni.


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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 236 di ieri, 10 ottobre, il Testo Unico dell’apprendistato (Dl 167/2011). La fase attuativa sarà diversa per ciascun tipo di contratto. Per l’apprendistato, per la qualifica e il diploma professionale e per quello di alta formazione e ricerca dovrà essere approvata, per ciascuna regione, la normativa sui profili formativi; per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (giovani tra i 18 e i 29 anni), in ciascun settore produttivo dovranno essere approvate le norme collettive che definiranno la durata e le modalità di erogazione della formazione, e la durata della parte formativa del rapporto, con il vincolo dei tre anni di durata massima (cinque per l’artigianato). I termini di attuazione sono molto ridotti: entro sei mesi le regioni e le parti sociali devono adeguare le discipline di riferimento, diversamente si applicherà  comunque quanto prevede il decreto legislativo. La riforma è costruita intorno ad alcune linee guida innovative: semplificazione delle regole, valorizzazione della contrattazione collettiva, personalizzazione dei percorsi formativi, gradualità delle sanzioni.


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