Non c'è conflitto tra redditometro e privacy

Con ordinanza n. 17485 del 4 luglio 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito il principio secondo cui le attività di raccolta dati e informazioni, nonché di monitoraggio delle spese effettuate dai contribuenti (redditometro), effettuate dall’amministrazione finanziaria sulla base del D.M. 24 dicembre 2012, non sono lesive della privacy dei contribuenti. La Corte ha sancito che il potere e dovere dell’amministrazione finanziaria di svolgere attività di accertamento con metodo sintetico trova il suo fondamento non solo nel citato D.M, che disciplina le modalità di trattamento dei dati raccolti, ma anche nell’art. 38, commi 4 e 5 D.P.R. n. 600/1973, che a sua volta si fonda sull’art. 53 della Costituzione.

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