Lotta all’evasione: tempi duri per il “dopo disclosure”

Tempi duri si prevedono per che non aderisce alla voluntary disclosure continuando a detenere capitali all’estero. Dal 1° gennaio 2016 debuttano i primi obblighi previsti dal nuovo standard di scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali sviluppato a livello Ocse, il Common Reporting Standard (Crs). Il decreto di attuazione del nuovo regime è quasi pronto e sarà emanato tra poche settimane. A regime scatteranno, per l’Italia e per i Paesi early adopters, gli obblighi di identificazione della clientela al fine di individuare tra i titolari di rapporti finanziari rilevanti (conti correnti, depositi titoli, ecc.), soggetti residenti fiscalmente all’estero. Una serie di dati relativi a questi soggetti saranno comunicati all’Agenzia delle Entrate) e scambiati con le autorità fiscali estere entro il 30 settembre 2017.


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