Le stime del nuovo redditometro

di Redazione

Pubblicato il 8 novembre 2011

Molti indici del nuovo redditometro non si basano su dati certi ma su stime del fisco. E’ quanto emerge dopo la presentazione dello strumento lo scorso 25 ottobre. I dati di spesa che l'amministrazione considera nel suo modello di analisi del rischio sono, oltre a quelli ordinariamente determinati dai flussi informativi nell'anagrafe tributaria, anche una serie di indici stimati che si fondano prevalentemente su ricostruzioni statistiche. Tra le sette categorie di riferimento: abitazione; mezzi di trasporto; assicurazioni e contributi; istruzione; attività sportive e ricreative; altre spese significative e investimenti immobiliari e mobiliari netti non è difficile identificare i dati e le informazioni che non risultano individualmente determinate in modo puntuale, ma che derivano da attività di stima. Per esempio nella voce abitazione è chiaro che il reddito o l'effetto reddituale determinato dall'abitazione principale detenuta in proprietà è un dato stimato di cui il fisco conosce il dato di rogito e in alcuni casi solo il dato di rendita; gli investimenti immobiliari e mobiliari netti, a detta della stessa Agenzia delle entrate, sono valorizzati con riferimento al biennio precedente all'anno considerato. Più puntuali i dati riferiti ai mezzi di trasporto. Le varie stime, seppur rafforzate da statistiche di dettaglio e funzioni matematiche di calcolo, fanno sì che il risultato ottenibile sul piano individuale non è ottimale; resta al contribuente ragionare sulla soglia di reddito proposta, se sia, cioè, più o meno in linea con la propria situazione.