LAVORO: sentenza della Cassazione sui casi di licenziamento illegittimo


La Corte di Cassazione – sentenza n. 36 del 3 gennaio 2011 – entra nel merito del diritto del lavoratore illegittimamente licenziato di ottenere, in luogo della reintegrazione nel posto di lavoro, l’indennità sostitutiva prevista dal quinto comma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. La fattispecie si configura come facoltà alternativa dal lato del creditore, deriva dall’illegittimità del licenziamento e sorge contemporaneamente al diritto alla reintegrazione. Per esercitare l’opzione non è necessario un ordine giudiziale di reintegrazione, è necessario, però, che non sia intervenuta la reintegrazione al posto di lavoro da parte del datore di lavoro, e accettata da parte del lavoratore; l’opzione, infatti, non può essere esercitata in questa ipotesi perché sarebbe in antitesi con la manifestazione di volontà del lavoratore implicita nella dichiarazione di scelta.


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LAVORO: sentenza della Cassazione sui casi di licenziamento illegittimo


La Corte di Cassazione – sentenza n. 36 del 3 gennaio 2011 – entra nel merito del diritto del lavoratore illegittimamente licenziato di ottenere, in luogo della reintegrazione nel posto di lavoro, l’indennità sostitutiva prevista dal quinto comma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. La fattispecie si configura come facoltà alternativa dal lato del creditore, deriva dall’illegittimità del licenziamento e sorge contemporaneamente al diritto alla reintegrazione. Per esercitare l’opzione non è necessario un ordine giudiziale di reintegrazione, è necessario, però, che non sia intervenuta la reintegrazione al posto di lavoro da parte del datore di lavoro, e accettata da parte del lavoratore; l’opzione, infatti, non può essere esercitata in questa ipotesi perché sarebbe in antitesi con la manifestazione di volontà del lavoratore implicita nella dichiarazione di scelta.


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