LAVORO: inquadramento del lavoratore nei casi di mansioni promiscue


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11785 del 27 maggio 2011, interviene a chiarire il comportamento da adottare, da parte del datore d lavoro, in caso di mansioni promiscue del lavoratore, ove la contrattazione collettiva non preveda una regola specifica per l’individuazione della categoria di appartenenza. In particolare la prevalenza non va determinata sulla base di una mera contrapposizione quantitativa delle mansioni svolte, bensì tenendo conto, in base alla reciproca analisi qualitativa, della mansione maggiormente significativa sul piano professionale, purché non espletata in via sporadica od occasionale.


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LAVORO: inquadramento del lavoratore nei casi di mansioni promiscue


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11785 del 27 maggio 2011, interviene a chiarire il comportamento da adottare, da parte del datore d lavoro, in caso di mansioni promiscue del lavoratore, ove la contrattazione collettiva non preveda una regola specifica per l’individuazione della categoria di appartenenza. In particolare la prevalenza non va determinata sulla base di una mera contrapposizione quantitativa delle mansioni svolte, bensì tenendo conto, in base alla reciproca analisi qualitativa, della mansione maggiormente significativa sul piano professionale, purché non espletata in via sporadica od occasionale.


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