LAVORO: i limiti dei contratti a termine

La legge 247/07 adeguandosi alle direttive europee, ha posto un freno ai rinnovi dei contratti a termine: superato il limite di 36 mesi aumentato di 20 giorni come disposto dal comma 2 dell’articolo 5 del Dlgs 368/2001, il contratto si considera a tempo indeterminato. Tale tetto può essere derogato una sola
volta dagli stessi soggetti, a condizione che la stipula del nuovo contratto avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Questa la stesura legislativa, nel frattempo il ministro del lavoro è intervenuto per definire il periodo transitorio e rendere “elastico” il contenuto normativo. I datori che stipulano contratti a termine dal 1° gennaio di quest’anno, se il termine dei 36 mesi viene superato, non li vedranno trasformati se termineranno entro il 31 marzo 2009; per i contratti in corso alla data del 1° gennaio 2008 vale il termine stabilito, anche se supera i 36 mesi. Alla loro scadenza potranno essere rinnovati, transitoriamente, per altri 15 mesi fino al 31 marzo 2009.


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