Lavoro: CIG per il settore agricolo


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con circolare n.17 del 20 aprile 2016 fornisce chiarimenti in merito i beneficiari del trattamento CIG nel settore agricolo dopo l’entrata in vigore del Dl n.148/2015. L’art.8 , legge n.457/1972 ha inizialmente riconosciuto agli operai agricoli con contratto a tempo indeterminato, sospesi temporaneamente dal lavoro per intemperie stagionali o per altre cause non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori, un trattamento sostitutivo della retribuzione per le giornate di lavoro non prestate. Successivamente, l’art.14, co.2, legge n.223/1991 ha esteso tale integrazione salariale anche agli impiegati e ai quadri. Dopo il Dl n.148/2015 è stato abrogato l’art.14, legge n.223/1991 e sono sorti dubbi circa la possibilità per gli impiegati e i quadri di accedere al trattamento CIG per il settore agricolo. L’art.1, del Dl n.148/2015, nell’individuare i lavoratori beneficiari dei trattamenti, stabilisce che i trattamenti di integrazione salariale possono essere concessi ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante, con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio. Pertanto, la norma fa riferimento a tutte le categorie di prestatori di lavoro subordinato escludendo soltanto i dirigenti.


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