Lavoro a tempo determinato per le start up innovative

La flessibilità dei contratti a tempo determinato interessa anche le start up innovative. Il decreto sviluppo-bis, ora all’esame del Senato, introduce novità per il ricorso del contratto a tempo determinato da parte di queste società. In particolare non sarà necessario specificare le ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive, che inducono il ricorso al contratto a termine, basterà indicare nei contratti stipulati che il lavoratore sarà impiegato nello svolgimento di attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale. La durata minima del contratto non può essere inferiore a sei mesi, la durata massima è confermata di 36 mesi, salvo concludere, anche oltre il periodo massimo di 36 mesi, un successivo contratto a termine (che in questi casi richiederà l’assistenza della Direzione territoriale del lavoro) fino al raggiungimento della durata massima complessiva di applicazione delle nuove disposizioni (quattro anni o il termine inferiore previsto dall’articolo 25, comma 3, del Dl 179/2012). Sono eliminati
gli intervalli temporali minimi che devono intercorrere tra diversi contratti a termine: le start up innovative potranno procedere immediatamente con la stipula di un nuovo contratto.


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