La deducibilità degli interessi sui finanziamenti dei soci alla società


Sono deducibili gli interessi sul prestito del socio quando sia dimostrato, anche con lettere d’intenti, che altri istituti di credito avrebbero erogato lo stesso mutuo. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso nella sentenza 64/8/11. Il caso prende spunto dal ricorso di una Srl nei cui confronti era stato emesso un avviso di accertamento per la deduzione degli interessi passivi relativi a un finanziamento fruttifero erogato dalla controllante. La pretesa dell’ufficio era stata basata sul fatto che in nessun caso la ricorrente avrebbe ottenuto lo stesso finanziamento da altri enti creditizi. Si è quindi rifatto al contenuto dell’art. 98 c. 1 del TUIR per la determinazione degli interessi indeducibili. La Ctp ha accolto il ricorso della società proprio perché l’ufficio ha basato la sua pretesa solo ed esclusivamente sul fatto che nessun altro ente creditizio avrebbe potuto erogare lo stesso finanziamento, tesi smentita dalle lettere d’intento prodotte che hanno dimostrato, invece, la disponibilità di due enti creditizi a finanziare la società ricorrente.


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La deducibilità degli interessi sui finanziamenti dei soci alla società


Sono deducibili gli interessi sul prestito del socio quando sia dimostrato, anche con lettere d’intenti, che altri istituti di credito avrebbero erogato lo stesso mutuo. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso nella sentenza 64/8/11. Il caso prende spunto dal ricorso di una Srl nei cui confronti era stato emesso un avviso di accertamento per la deduzione degli interessi passivi relativi a un finanziamento fruttifero erogato dalla controllante. La pretesa dell’ufficio era stata basata sul fatto che in nessun caso la ricorrente avrebbe ottenuto lo stesso finanziamento da altri enti creditizi. Si è quindi rifatto al contenuto dell’art. 98 c. 1 del TUIR per la determinazione degli interessi indeducibili. La Ctp ha accolto il ricorso della società proprio perché l’ufficio ha basato la sua pretesa solo ed esclusivamente sul fatto che nessun altro ente creditizio avrebbe potuto erogare lo stesso finanziamento, tesi smentita dalle lettere d’intento prodotte che hanno dimostrato, invece, la disponibilità di due enti creditizi a finanziare la società ricorrente.


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