LA CORTE DI CASSAZIONE SUL REDDITOMETRO

Con la sentenza n. 6813 del 20 marzo 2009, la Corte di Cassazione fa un passo indietro circa la prova documentale da portare in sede di accertamento sintetico da redditometro. Con la sentenza, in relazione alle spese per incrementi patrimoniali rilevanti per il redditometro, si afferma che la prova documentale a carico del contribuente liberatoria dalla previsione scaturita, deve essere data unicamente dalla dimostrazione dell’identità della spesa con i redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta. Esattamente: ” per la norma non è sufficiente la prova della sola disponibilità dei redditi, ma è necessaria anche la prova che la spesa per incrementi patrimoniali sia stata sostenuta, non con qualsiasi altro reddito, ma proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta”. Viene così limitato il diritto di difesa del contribuente, garantito dall’art. 24 della Costituzione.


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LA CORTE DI CASSAZIONE SUL REDDITOMETRO

Con la sentenza n. 6813 del 20 marzo 2009, la Corte di Cassazione fa un passo indietro circa la prova documentale da portare in sede di accertamento sintetico da redditometro. Con la sentenza, in relazione alle spese per incrementi patrimoniali rilevanti per il redditometro, si afferma che la prova documentale a carico del contribuente liberatoria dalla previsione scaturita, deve essere data unicamente dalla dimostrazione dell’identità della spesa con i redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta. Esattamente: ” per la norma non è sufficiente la prova della sola disponibilità dei redditi, ma è necessaria anche la prova che la spesa per incrementi patrimoniali sia stata sostenuta, non con qualsiasi altro reddito, ma proprio con redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta”. Viene così limitato il diritto di difesa del contribuente, garantito dall’art. 24 della Costituzione.


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