La Corte di Cassazione addebita le spese per l’annullamento dell’atto impositivo all’Agenzia delle entrate


La sentenza della Cassazione – sezione prima (n. 21963 del 24 ottobre 2011) “addebita” i costi per la consulenza sostenuta dal contribuente, necessarie per ottenere l’annullamento dell’atto impositivo all’Agenzia delle entrate.  Il caso: un contribuente, per ottenere l’annullamento di un atto ritenuto illegittimo in autotutela, sosteneva le spese di onorario per l’assistenza del suo commercialista. In relazione a questa parcella, avendo anche avuto ragione sull’Agenzia, il contribuente si rivolgeva al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali rappresentati proprio dal compenso pagato al commercialista. Vane sono state le eccezioni addotte dall’’Agenzia in Cassazione; in merito all’autotutela sosteneva l’assenza di un obbligo per l’amministrazione di procedere in tale direzione, con la conseguente impossibilità di configurare una colpa dell’ufficio. La Corte ha respinto il ricorso dell’Agenzia evidenziando che non era in discussione il diritto del contribuente di ottenere l’autotutela, ma il danno patito dallo stesso per effetto dell’atto illegittimo; poiché per rimuovere tale provvedimento egli ha dovuto sostenere delle spese, chi ha cagionato tale danno (l’Agenzia) deve risarcirlo.


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La Corte di Cassazione addebita le spese per l’annullamento dell’atto impositivo all’Agenzia delle entrate


La sentenza della Cassazione – sezione prima (n. 21963 del 24 ottobre 2011) “addebita” i costi per la consulenza sostenuta dal contribuente, necessarie per ottenere l’annullamento dell’atto impositivo all’Agenzia delle entrate.  Il caso: un contribuente, per ottenere l’annullamento di un atto ritenuto illegittimo in autotutela, sosteneva le spese di onorario per l’assistenza del suo commercialista. In relazione a questa parcella, avendo anche avuto ragione sull’Agenzia, il contribuente si rivolgeva al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali rappresentati proprio dal compenso pagato al commercialista. Vane sono state le eccezioni addotte dall’’Agenzia in Cassazione; in merito all’autotutela sosteneva l’assenza di un obbligo per l’amministrazione di procedere in tale direzione, con la conseguente impossibilità di configurare una colpa dell’ufficio. La Corte ha respinto il ricorso dell’Agenzia evidenziando che non era in discussione il diritto del contribuente di ottenere l’autotutela, ma il danno patito dallo stesso per effetto dell’atto illegittimo; poiché per rimuovere tale provvedimento egli ha dovuto sostenere delle spese, chi ha cagionato tale danno (l’Agenzia) deve risarcirlo.


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