La Cassazione sull’utilizzo delle fatture inesistenti


Secondo la sentenza n. 41444 depositata il 14 novembre 2011 della Corte di Cassazione le fatture inesistenti non sono punibili. La pronuncia è particolarmente importante perché affronta approfonditamente i risvolti penali di due frequenti violazioni tributarie: l’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti e l’omessa presentazione della dichiarazione. L’utilizzazione, nella dichiarazione ai fini delle imposte dirette, di fatture inesistenti non integra una violazione penale in quanto non vi è stata alcuna evasione di imposta, avendo il contribuente effettivamente sostenuto il costo indicato nei documenti, ancorché emessi da soggetti differenti. In caso di omessa dichiarazione, ai fini della quantificazione dell’imposta evasa, occorre considerare i costi sostenuti dal contribuente e non solo i ricavi non dichiarati.


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La Cassazione sull’utilizzo delle fatture inesistenti


Secondo la sentenza n. 41444 depositata il 14 novembre 2011 della Corte di Cassazione le fatture inesistenti non sono punibili. La pronuncia è particolarmente importante perché affronta approfonditamente i risvolti penali di due frequenti violazioni tributarie: l’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti e l’omessa presentazione della dichiarazione. L’utilizzazione, nella dichiarazione ai fini delle imposte dirette, di fatture inesistenti non integra una violazione penale in quanto non vi è stata alcuna evasione di imposta, avendo il contribuente effettivamente sostenuto il costo indicato nei documenti, ancorché emessi da soggetti differenti. In caso di omessa dichiarazione, ai fini della quantificazione dell’imposta evasa, occorre considerare i costi sostenuti dal contribuente e non solo i ricavi non dichiarati.


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