Jobs act autonomi: equo compenso garantito ai liberi professionisti

La legge n. 81/2017  riconosce  ai lavoratori autonomi una remunerazione adeguata alla prestazione, introducendo il divieto di abuso di dipendenza economica. Così, almeno, interpreta il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) che ha analizzato la normativa introdotta dall’art. 3 della legge n. 81/2017, la quale definisce l’inefficacia di alcune clausole contrattuali causa il loro carattere abusivo. Le clausole in questione fanno riferimento alla facoltà di recedere dal contratto senza un adeguato preavviso, di modificarne unilateralmente le condizioni e di definire termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura. Oltre all’inefficacia viene stabilito, dal comma 3 dello stesso articolo, il diritto al risarcimento del danno affermando che si applica, in quanto compatibile, l’art.9 della legge 192/1998 concernente disposizioni in materia di abuso di dipendenza economica verso le imprese. Secondo il presidente del consiglio nazionale Massimo Miani “la norma non consente più lo sfruttamento dei professionisti. Ora bisogna impegnarsi affinché si trovi una effettiva e diffusa applicazione della stessa”.


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