IVA: regolamentazione per le operazioni inesistenti soggette a reverse charge

Dal 1° gennaio 2016, al destinatario della fattura emessa per documentare un’operazione inesistente soggetta a reverse charge non può più essere richiesto il pagamento dell’IVA a debito; sempre dalla stessa data, l’applicazione dell’inversione contabile alle operazioni inesistenti dà luogo all’applicazione della sanzione proporzionale dal 5 al 10% dell’imponibile, con un minimo di 1.000 euro, e con la neutralizzazione, in sede di accertamento, del debito e del credito IVA.

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