IRAP: i giudici di merito devono valutare la sussistenza dei requisiti per l’assoggettamento all’imposta


La Corte di Cassazione, chiamata in causa dall’amministrazione finanziaria in merito ad un ricorso presentato da un professionista (avvocato) riguardo l’assoggettabilità all’Irap della sua attività, con l’ordinanza n. 19124 depositata ieri 6 settembre, ha evidenziato che l’autonoma organizzazione deve essere valutata dal giudice di merito, e il suo giudizio è insindacabile. Nel caso, l’avvocatura generale dello Stato riteneva la sentenza della Commissione tributaria centrale, che dava ragione al professionista in merito al rimborso Irap per la sua attività, affetta da omessa motivazione in ordine alla mancanza di prova sulla autonoma organizzazione, in quanto non si era tenuto conto dei notevoli importi spesi per l’acquisto di beni ammortizzabili risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Per la Cassazione tale motivo di ricorso è assolutamente infondato, i giudici si sono attenuti al principio affermato dalle sezioni unite della Cassazione. In tema di Irap, l’esercizio della libera professione non è soggetta all’imposta qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente è il responsabile dell’organizzazione, quando impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione. L’accertamento di tali situazioni spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato.


Partecipa alla discussione sul forum.