IMPOSTE: le riduzioni degli acconti per chi entra nel regime di minimi nel 2010


Il contribuente che entra nel regime dei minimi nel 2010, perché il fatturato 2009 è sceso sotto i 30.000 euro rispetto a quello 2008, non può ridurre l’acconto Irpef 2010 determinandolo con il metodo previsionale, in quanto vietato per chi accede al nuovo regime senza Iva. Per determinare l’acconto Irpef dovuto per l’anno in cui avviene il passaggio non si tiene conto dell’adesione al nuovo regime lo si calcola con il metodo storico (circolare 13/E/2008). Non si evita, quindi, il pagamento dell’acconto Irpef 2010, neanche considerando che, applicando il regime dei minimi, si verserà, sul reddito d’impresa o professionale 2010, solo l’imposta sostitutiva del 20 per cento. L’agenzia delle Entrate ha confermato che l’omesso o insufficiente versamento di tale acconto espone il contribuente alla sanzione del 30%, anche in difetto di conguaglio in sede di dichiarazione, cioè neanche se in Unico residua un credito Irpef. L’obbligo di applicare il metodo storico è previsto solo per l’acconto Irpef e non per quello Irap, vale, invece, per l’acconto Iva 2010, in scadenza il 27 dicembre. Non vi sono norme particolari nel caso inverso, cioè se un contribuente minimo passi al regime ordinario nell’anno o nell’anno successivo: si possono applicare sia il metodo storico, sia quello previsionale.


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