Imposte e tasse: il credito d’imposta di società residenti in territori a regime fiscale privilegiato

La risoluzione 108/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate  chiarisce che per verificare la sussistenza dei presupposti in base ai quali è possibile che una controllante possa beneficiare del credito d’imposta introdotto dal decreto internazionalizzazione (n.147/2015) è necessario considerare anche le modifiche apportate all’art.167, TUIR, dalla legge di stabilità 2015 e dalla legge di stabilità 2016, che hanno individuato i criteri per l’applicazione del regime di tassazione integrale dei dividendi esteri. La prima cosa è individuare il momento in cui i dividendi esteri assumono rilevanza a livello fiscale in capo a chi li percepisce, ovvero il materiale conseguimento dei medesimi. Per l’annualità 2015 sono considerati privilegiati i regimi fiscali individuati con decreti del Ministro delle Finanze, in ragione del livello di tassazione inferiore al 50% di quello applicato in Italia, della mancanza di un adeguato scambio di informazioni ovvero di altri criteri equivalenti; nonché  i regimi fiscali che, in ogni caso, consentono un livello nominale di imposizione inferiore al 50% di quello applicato in Italia, nonostante l’aliquota ordinaria dello Stato o territorio sia superiore alla metà di quella italiana.


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