Il trattamento fiscale del decreto ingiuntivo a favore del fideiussore escusso


L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 22 del 22 febbraio u.s., si è espressa circa tassazione dei decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore. Secondo l’orientamento della Corte di Cassazione, il pagamento da parte del garante escusso determina l’esecuzione della polizza fideiussoria e, quindi, l’esaurimento della prestazione della garanzia; in merito ai decreti ingiuntivi emessi in seguito a favore del fideiussore non rileva il principio di alternatività tra l’Iva, cui è soggetta la prestazione della garanzia, e l’imposta di registro. Quando il fideiussore richiede un decreto ingiuntivo per ottenere dal debitore garantito quanto abbia versato al creditore, non fa valere un credito da corrispettivo per la prestazione della garanzia resa al debitore stesso, che sarebbe soggetto ad Iva, ma si limita ad esercitare i diritti già spettanti al creditore a seguito del pagamento da lui eseguito. Riguardo il trattamento fiscale, rileva esclusivamente la circostanza che si tratta di un provvedimento monitorio recante una condanna al pagamento di somme o valori, con applicazione dell’imposta di registro proporzionale nella misura del 3%, ex art. 8, Tariffa, Parte Prima, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, senza comportare l’applicazione del principio di alternatività Iva/registro.


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