Il “res non dom”: la norma e le regole attuative


Tra le novità introdotte dalla legge di bilancio 2017, c’è il nuovo regime opzionale resident non domiciled” (res non dom) che, in deroga al generale principio di tassazione del reddito su base mondiale (world taxation principle), consente ai soggetti che acquisiscono la residenza fiscale italiana di non includere nella base imponibile complessiva i redditi che si considerano, in base ai criteri di collegamento reali previsti dall’articolo 23 del Tuir, prodotti all’estero. I soggetti aderenti al regime, in relazione ai redditi esteri, possono versare un’imposta sostitutiva capitaria, fissata forfettariamente in 100mila euro, che esaurisce completamente il prelievo. Con l’emanazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato l’8 marzo 2017, recante “Modalità applicative per l’esercizio, la modifica o la revoca dell’opzione di cui al comma 1 dell’articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), e per il versamento dell’imposta sostitutiva di cui al comma 2 del medesimo articolo 24-bis”, il regime è ora operativo.


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