I CONTI DEL NUOVO REDDITOMETRO


Il nuovo redditometro preoccupa gli addetti ai lavori, non per il fine dichiarato: perseguire le macroscopiche sproporzioni fra tenore di vita e reddito dichiarato, quanto i possibili effetti collaterali. Il redditometro è molto democratico perchè permette di tarare le imposte su un elemento certo: la spesa. Se un contribuente dichiara 10mila euro e poi ne spende 100mila, per comprare e mantenere auto, yacht, ecc.. è giusto che venga controllato dal Fisco; ma nel nuovo redditometro sembra esserci qualche cosa in più: alle spese rintracciabili, se ne vorrebbero aggiungere altre “presumibili” in base a fattori come la città in cui il contribuente vive, il nucleo familiare ovvero la asserita voluttuosità di certe tipologie di uscite. L’Agenzia ha fatto sapere che sta elaborando parametri statistici, nella scia del Dl 78/10, che si focalizzeranno sulla “normalità” delle situazioni. Ci saranno due gradi di confronto con i contribuenti che potranno giustificare la propria situazione. Da come si prospettano le novità, sembra il redditometro destinato a tracciare le orme degli studi di settore, questa volta anche per i privati.


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