Formazione con IVA per il contribuente soggetto passivo


Chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in merito ai servizi resi nei rapporti B2B. La risoluzione n. 44/E del 7 maggio individua il presupposto territoriale delle attività di formazione e aggiornamento professionale strettamente connesso alla verifica dello status di soggetto passivo del committente. Prima che il quadro normativo mutasse, i servizi di formazione e aggiornamento professionale erano assimilati, ai fini della territorialità, a quelli di consulenza e assistenza tecnica o legale e, seguendone la disciplina, erano tassati nel luogo in cui era stabilito il committente. Il Dl 18/2010 ha diversificato la tipologia di servizi facendo sorgere il dubbio su quale inquadramento attribuire alle prestazioni di formazione, se servizi generici o servizi educativi e culturali. Il regolamento di esecuzione UE n. 282/2011 del Consiglio del 15 marzo 2011 ha classificato i servizi di formazione o di riqualificazione professionale nell’ambito delle prestazioni didattiche. Fatto per cui, dal 1° gennaio 2011 le prestazioni di servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili e quelle effettuate da coloro che organizzano tali attività, rese a committenti non soggetti passivi, si considerano realizzate in Italia se qui materialmente svolte. Se gli stessi servizi sono resi nei confronti di committenti soggetti passivi (B2B) sono territorialmente rilevanti nello Stato in base al criterio generale dettato dall’articolo 7-ter.


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