Detrazioni fiscali: il passaggio “mortis causa” delle residue rate spese ristrutturazione

Le residue rate delle spese di ristrutturazione si trasferiscono “mortis causa” agli eredi legittimi dei contribuenti deceduti. L’art. 16-bis del TUIR dispone che in caso di trasferimento mortis causa della titolarità dell’immobile sul quale sono stati realizzati interventi di recupero edilizio negli anni precedenti, la detrazione non fruita in tutto in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile. La detenzione materiale e diretta del bene si realizza quando l’erede assegnatario assume l’immediata disponibilità del bene, potendo disporre di esso liberamente e a proprio piacimento quando lo desideri, a prescindere dalla circostanza che abbia adibito l’immobile ad abitazione principale (circolare AE n. 24/E/2004). Nel caso in cui l’erede conceda successivamente in comodato o in locazione l’immobile, non potrà fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui l’immobile non è detenuto direttamente (circolare AE n. 20/E/2011).


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