CTP di Bari: truccate le carte

L’Agenzia delle entrate “trucca” le carte di un processo tributario. E’ successo in CTP a Bari dove i giudici hanno constatato, senza alcun dubbio, la presenza di una nota contraffatta nella data e nella firma del funzionario dell’Agenzia delle entrate locale. I fatti: un gruppo industriale locale vantava, nei confronti dell’erario, un credito Iva di circa 200 mila euro ma, allo stesso tempo, aveva ricevuto una serie di avvisi di accertamento per il recupero di Irap (2002) per circa 81 mila euro; aperto il contenzioso, l’ufficio periferico delle Entrate aveva sospeso il rimborso, con una nota del 4 marzo 2014, vista la presenza di questi carichi pendenti. Nel 2016, dopo la sottoscrizione di una conciliazione e a seguito della sentenza di primo grado, nonostante un ulteriore procedimento aperto nel 2009, la società presenta una ulteriore istanza di rimborso. A questo punto la CTR annulla, per quasi la totalità, i carichi erariali pendenti, come indicati nella nota del 4 marzo 2014, e le note dell’agente della riscossione. L’ufficio, in seguito all’istanza del 2016, resta inerte e la società presenta un ulteriore ricorso per ottenere l’accertamento del diritto al rimborso. Allora l’Agenzia si costituisce, depositando le necessarie controdeduzioni, con allegata una nota del 4 marzo 2016, con l’intenzione di interrompere il silenzio-assenso. La parte ricorrente, verificato il contenuto della documentazione allegata alle controdeduzioni delle Entrate, ne contestava la rilevanza giuridica poiché la nota più recente (quella del 4 marzo 2016) risultava contraffatta nella data e recante la sottoscrizione di un funzionario che a quella data non prestava più servizio presso quell’ufficio, per effetto di un trasferimento avvenuto in anni precedenti.

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