Credito d’imposta sanificazioni: Iva sempre esposta

di Angelo Facchini

Pubblicato il 4 maggio 2020

Il credito d’imposta del 50% spettante per le spese di sanificazione è a rischio ottenimento se la fattura delle spese non osserva certe regole. L’articolo 64 del Dl 18/2020 convertito dalla legge 27/2020 pubblicata sulla GU del 29 aprile, dispone che queste prestazioni possono essere rese da soggetti che ordinariamente erogano servizi di pulizie, specializzate e non. Così dicendo, nella compilazione della fattura, si può tendere a “mischiare” le prestazioni. Per potere usufruire del credito d’imposta è necessario che i corrispettivi per le prestazioni di sanificazione vengano indicati in fattura con applicazione del regime di Iva esposta e tenuti separati dalle prestazioni di pulizia, in regime di reverse charge. Se la fatturazione dovesse risultare unitaria, ricomprendendo indistintamente pulizia e sanificazione, si dovrà applicare il regime dell’Iva esposta in tutti i casi.