Corte di Cassazione: le conseguenze delle fatture soggettivamente inesistenti

La Corte di Cassazione si esprime sulle conseguenze derivanti da fatture soggettivamente inesistenti. Nella sentenza n. 647 del 12 gennaio 2012 afferma i principio secondo cui un fase cautelare, in presenza di contestazione relativa a fatture soggettivamente inesistenti, non è possibile escludere la sussistenza del “fumus” della dichiarazione infedele anche tema di imposte indirette. La ragione è riferibile all’invalidità degli importi dichiarati come elementi passivi, elementi che dovranno necessariamente passare al vaglio di ulteriori accertamenti. Non da meno il fatto che, in base all’ex art. 8 del Dl 75/2000, la falsa indicazione dell’acquirente consente a terzi l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto.


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