Corte di Cassazione: le conseguenze delle fatture soggettivamente inesistenti

di Redazione

Pubblicato il 17 gennaio 2012

La Corte di Cassazione si esprime sulle conseguenze derivanti da fatture soggettivamente inesistenti. Nella sentenza n. 647 del 12 gennaio 2012 afferma i principio secondo cui un fase cautelare, in presenza di contestazione relativa a fatture soggettivamente inesistenti, non è possibile escludere la sussistenza del "fumus" della dichiarazione infedele anche tema di imposte indirette. La ragione è riferibile all'invalidità degli importi dichiarati come elementi passivi, elementi che dovranno necessariamente passare al vaglio di ulteriori accertamenti. Non da meno il fatto che, in base all'ex art. 8 del Dl 75/2000, la falsa indicazione dell'acquirente consente a terzi l'evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto.